Ospedale di Saronno: le nostre proposte.

Dall’inizio del 2021 sono in corso forti proteste, da parte del personale e di associazioni politicizzate e non, a causa del forte ridimensionamento che sta vivendo l’ospedale di Saronno, che rischia di essere riconvertito in Presidio Ospedaliero Territoriale, se non addirittura di essere chiuso.

Prima delle proposte ci corre l’obbligo di ricordare, senza soddisfazione, che la UIL, la UIL FPL e la UIL Pensionati hanno da sempre osteggiato la cancellazione della USL 4 che nel 1998 è diventata azienda ospedaliera con gli ospedali di Busto Arsizio e Tradate. Questa avversione non era dovuta a mero campanilismo, ma ad una continua riduzione delle risorse per la sanità pubblica che era già evidente in quegli anni, e che rendeva difficile credere alla possibilità di reperire le risorse necessarie per la sede principale e per le altre strutture.

Con l’entrata in vigore della Legge Regionale N˚ 23 nel 2015, sempre nell’ottica del risparmio, nella nuova Azienda Socio Sanitaria Territoriale l’ospedale di Saronno è diventato il terzo presidio ospedaliero, dopo quelli di Busto Arsizio e Gallarate, pur avendo dal 1998 due aziende ospedaliere a distanza di 5 chilometri in linea d’aria, salvo avere accorpato Saronno ad oltre 20 chilometri.

Nel corso di questi vent’anni abbiamo assistito ad una lenta e costante riduzione di offerta sanitaria da parte dell’ospedale di Saronno, segnalando nell’ultimo decennio la scarsità di risorse sugli organi di stampa ma rimanendo purtroppo inascoltati da parte della politica, dai movimenti e dal personale che non era coinvolto nella riorganizzazione o nella carenza di organico, con lo scontato risultato di arrivare poco per volta alla situazione attuale.

La pandemia non ha fatto altro che accelerare quello che a noi era evidente da tempo.

Antonio Massafra, segretario generale Uil CST Varese e Lorenzo Raia, segretario generale Uil FPL, sono d'accordo: "Ribadiamo le proposte che potrebbero rimettere in corsa l’ospedale di Saronno: per prima cosa, è necessario terminare i lavori di ristrutturazione che erano già stati avviati, con tempistiche accelerate, includendo anche le opere non più rinviabili come il laboratorio analisi, il sottopassaggio tra edifici, la viabilità interna ed i posteggi. Sarebbe ottimo per l’ospedale se venissero attivate convenzioni con le università, facendolo diventare Presidio di tirocinio per gli specializzandi, con il vantaggio di rendere Saronno sede universitaria qualificante per la professione medica e sanitaria iniziando dai primariati, facendo diventare il nosocomio saronnese se non prioritario, certamente una valida alternativa."

Nella Uil crediamo che altre soluzioni non risolverebbero i problemi che affliggono la struttura, e restiamo disponibili al confronto con tutti i soggetti che hanno responsabilità politiche nella sanità pubblica, per adottare le migliori soluzioni e risolvere la situazione.